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   © Collezione le Ortensie di Bagno di Romagna.

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Philipp  Franz  Balthasar  von Siebold

ritratto del medico e naturalista tedesco Philipp Franz von Siebold

                        Non venne a conquistare il Giappone ma a farsene conquistare!

 

Philipp Franz von Siebold ( 1796-1866) nasce a Würzburg, in una famiglia agiata.

Figlio d’arte si laureò in medicina nel 1820 e cominciò ad esercitare nel suo ambulatorio privato. 

Appassionato di scienze naturali, e forse influenzato dalle letture dei racconti di viaggio dello straordinario von Humboldt, dopo soli due anni chiuse baracca e burattini e si recò in Olanda per farsi assumere come medico militare dalla VOC.

Venne inviato a Batavia (Giacarta) dove sbarcò nel febbraio del 1823. Il governatore della colonia e il direttore del locale orto botanico, riconosciute le sue qualità, decisero di inviarlo a Dejima immaginando di aver trovato un degno successore di Kaempfer e Thunberg, e non sbagliavano!

Nell’agosto del 1823 era già sul posto. Oltre ai doveri di ufficiale medico gli interessi di Siebold spaziavano dalla flora e fauna all’etnografia e alla storia del paese.    

ritratto di Kusumoto Otaki, compagna giapponese di von Siebold

Con la sua naturale propensione per le lingue imparò anche il giapponese aiutato da Kusumoto Otaki (o Taki), figlia di un mercante locale, della quale si era innamorato. Ma i matrimoni misti erano severamente vietati e per poter convivere nella base la ragazza dovette registrarsi come prostituta. 

Non fu certo una storia di convenienza:  rimasero insieme per tutta la permanenza di Siebold nell'arcipelago e dalla loro unione nacque Ine, che seguirà le orme del padre e diventerà la prima donna medico in Giappone. 

foto di Ine, figlia giapponese di von Siebold, prima donna medico

Nella base Siebold fece costruire un piccolo giardino botanico dietro la sua abitazione, dal quale preparava le spedizioni per Leida, Gand e Bruxelles, una serra e anche un piccolo memoriale a Kaempfer e Thunberg. 

Il confino gli stava però stretto e, non avendo aiutanti scienziati come altri esploratori, creò una piccola équipe di studiosi locali ai quali dispensava lezioni di medicina e botanica occidentali per poi spedirli nei dintorni a caccia di piante.

Ben presto l'ammirazione nei suoi confronti si diffuse anche tra gli specialisti di altre province, che si recavano da lui per consulti. 

Ciò gli consentì di ottenere il permesso di operare stabilmente al di fuori di Dejima e, alla periferia di Nagasaki, fondò una vera e propria scuola di scienze occidentali (il Narutaki-juku) dotata di orto botanico e clinica medica.    

fotografia della figlia Ine

 

 

Questo fu possibile anche grazie alla politica dello Shogun che già da decenni aveva incentivato la conoscenza della scienza occidentale (il Rangaku: letteralmente “studi olandesi”) e, parallelamente, l'importazione e la traduzione di testi scientifici dei Paesi Bassi, sicché l'olandese divenne la lingua franca degli studiosi.

Tutto ciò portò ad una rivoluzione sia in campo scientifico sia in quello artistico, con una produzione focalizzata sulla trasposizione della realtà.

 

Uno dei protagonisti di tale rivoluzione fu Kawahara Keiga, formatosi presso pittori famosi del tempo che avevano studiato le tecniche occidentali.  Mandato a Dejima come pittore ufficiale della base, fu lì che incontrò Siebold e tra i due nacque un'amicizia vera.

Keiga aveva un occhio infallibile, era capace di fissare sulla carta ogni particolare con precisione straordinaria, e così divenne la “macchina fotografica” del naturalista. Sarà lui a curare le illustrazioni dei campioni botanici e di tutti gli altri materiali raccolti. 

 

Insieme si spinsero fino a Edo per rendere omaggio allo Shogun, e proprio lì la storia prese una piega che nessuno dei due aveva previsto.

Siebold collaborò con alcuni studiosi di spicco tra i quali l'astronomo della corte imperiale, responsabile anche della biblioteca e dell'archivio.

Lo scambio di informazioni e materiali riguardo all'astronomia, alla fisica, geografia e botanica portò all'affaire von Siebold: scoperte alcune carte geografiche del Giappone in suo possesso, fu accusato di spionaggio ed espulso dal paese alla fine del 1829.

Non fu il solo a pagarne le conseguenze perché Keiga perse l'incarico a Dejima e l'astronomo morì in carcere.

'Arrivo di una nave olandese' di K. Keiga

“arrivo di una nave olandese”  

di Kawahara Keiga

 

Siebold osserva col cannocchiale mentre Taki tiene in braccio la figlia Ine

Fortunatamente, prima dell'espulsione, Siebold era riuscito ad inviare in Europa almeno 4 spedizioni di erbari, resoconti scientifici, esemplari botanici e oggetti. Non solo, nonostante i divieti aveva fatto arrivare semi della pianta del tè fino a Giacarta e a lui si deve l'introduzione di questa coltivazione nell'isola.

 

Nel 1830 si stabilì a Leiden portando con sè le sue rilevanti collezioni botaniche, faunistiche ed etnografiche. Queste ultime comprendevano oltre 25000 oggetti che furono esposti nella sua casa creando il museo “raccolta von Siebold” che costituì il nucleo del primo, in assoluto, museo etnografico e la prima raccolta botanica proveniente esclusivamente dal Giappone.  

Questo museo privato si evolverà nel Museo Nazionale di Etnologia di Leida.

 

Ma la sua collezione di circa 700 piante vive finisce, a causa delle turbolenze politiche che interessavano la regione all'epoca, all'Università di Gand (Belgio) che la accoglie nel locale Orto Botanico.  Nel 1841 Gand restituì a Siebold esemplari di ogni pianta della sua collezione che formerà la “raccolta von Siebold” dell'Orto Botanico di  Leiden, tutt'ora esistente e che presenta ancora 15 esemplari originari. 

Ciò spiega perché Leiden e Gand diventarono centri di diffusione di moltissime specie sia in Europa che fuori, e tra queste molte Hydrangee spontanee.

'Martin pescatore e ortensie' di U. Hiroshige

Negli anni che seguirono von Siebold ricevette il titolo nobiliare e fu nominato “Consigliere del Re per gli affari giapponesi”, dato che era il massimo esperto di cose nipponiche in Europa.  Si sposò e mise su famiglia, i due figli erediteranno l'amore del padre per il Giappone, e si dedicò infine alla riorganizzazione di tutto il materiale raccolto e alla pubblicazione dei suoi lavori.

Dopo quasi 30 anni venne perdonato dallo Shogun e invitato a rientrare in Giappone, cosa che fece prontamente!

Per 4 anni ritornò nella casa di Nagasaki accompagnato da uno dei figli,  riuscì a rivedere la “moglie”, la figlia Ine con la quale era sempre rimasto in contatto inviandole libri e medicinali per sostenerla negli studi prima e nella professione poi, e gli amici più cari tra i quali lo stesso Keiga. Rientrato in Olanda morirà qualche anno dopo.

"martin pescatore e ortensie"

di Utagawa Hiroshige

1845

courtesy of  the RISD Museum

Providence

 

In Giappone Shiboruto-san ( il suo nome nipponico) è celebrato e considerato tra i fondatori del paese moderno ed è citato nei libri scolastici.

Lo scandalo che portò alla sua espulsione, paradossalmente, aumentò la sua fama nell'arcipelago e i suoi allievi diffusero le conoscenze apprese dando vita alla prima scuola di pensiero su modello occidentale.

La sua impronta si trova persino nel termine giapponese per indicare il ginecologo, che si traduce letteralmente come “medico tedesco”, a dimostrazione che la sua influenza non si fosse limitata al campo botanico ma avesse l'ampiezza del ricercatore umanista.

 

Riprendiamo il filo verde della botanica per sottolineare come Siebold fu anche l’artefice dell’avvio dell’importazione della flora nipponica in Europa. I generi più rappresentativi portano l’eponimo sieboldii, e le piante dei nostri giardini come glicine, paulownia, hosta e ortensia, per citarne solo alcune, le dobbiamo al fiuto botanico di Siebold.​ 

 

​Già nel 1829 nel periodico dell’Accademia Tedesca delle Scienze, fu pubblicata la sua monografia Synopsis Hydrangeae Generis Speciorum Iaponicarum dove descrive le ortensie da lui raccolte e osservate.

Fu il primo studio sistematico sulle ortensie giapponesi nel quale vengono descritti almeno una decina di nomi di Hydrangea, alcuni dei quali in seguito revisionati o sinonimizzati, che comprendono:

clicca qui   se vuoi vedere la scheda di Otaksa

Hydrangea 'Otaksa' tavola di K. Keiga

successivamente nel suo Flora Japonica, pubblicata in prima edizione nel 1835 e in forma completa edita postuma nel 1870, descrive la H. serrata “Schichidanka” e la macrophylla “Beni Gaku”.

 

Le preziose illustrazioni che corredano l'opera, di impressionante realismo, furono realizzate da Kawahara Keiga e trasformate in litografie di alta qualità sotto la supervisione del botanico e tassonomista tedesco Joseph Gerhard Zuccarini.

 

Queste immagini sono considerate ai vertici dell'iconografia botanica del XIX secolo e contribuirono non solo alla descrizione scientifica dettagliata dei fiori, ma anche a creare interesse e fascinazione per la flora giapponese.

Hydrangea macrophylla ‘Otaksa’

 

Tavola da Flora Japonica 
di  P.F. von Siebold e J.G. Zuccarini (1870)
illustrazione di K. Keiga