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   © Collezione le Ortensie di Bagno di Romagna.

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1800     la diffusione

In questo secolo la botanica si trasforma!

Da disciplina descrittiva e classificatoria diviene scienza sperimentale e interpretativa.

 

La rivoluzione evoluzionistica di Darwin cambia anche il modo di interpretare le relazioni tra specie vegetali;

i progressi del microscopio permettono l’approfondimento degli studi sulla morfologia e anatomia delle piante;

grazie ai viaggi di esplorazione coloniale, in particolare su impulso del visionario Alexander von Humboldt che per primo osserva la natura non come un catalogo di specie ma come un sistema vivente unitario, fa capolino la botanica geografica che mette in evidenza la relazione tra distribuzione delle piante e ambiente (clima, altitudine, latitudine);

l’afflusso di nuove specie è enorme così nascono le prime mappe sulla distribuzione delle piante.

 

In questo clima frizzante il percorso dell’ortensia si dipana inizialmente attraverso la fondamentale figura di Philipp Franz von Siebold.

 

Grazie a lui l’ortensia fa tappa negli orti botanici di Gand (Belgio) e Leiden (Olanda), che diventano centri di diffusione di moltissime specie della raccolta di Siebold, prima di approdare ai vivaisti europei, che fino ai primi decenni del ‘900 saranno i diffusori e promotori di tutti i lavori di sviluppo della specie ponendo le basi degli incroci, degli ibridi futuri e di quelle varietà che oggi ospitiamo nei nostri giardini.

l'Hydrangea e la rondine di K. Hokusai
    L'Hydrangea e la rondine

 

di  Katsushika Hokusai

1832

 

Il vivaio inglese James Veitch & Sons di Chelsea contribuì in maniera decisiva allo sviluppo della tecnica di coltura dell’ortensia trasformando la rarità botanica in un successo commerciale.

Veitch, oggi non più attivo, per tutto l’800 è stato il centro più dinamico ed efficiente, a livello europeo, nella ricerca e introduzione di nuove essenze utilizzando e finanziando ben 22 cacciatori di piante per introdurre nuove specie esotiche.

Perfezionò la tecnica di moltiplicazione semi-legnosa in ambiente protetto, ottimizzò i periodi di prelievo e trasformò una pratica empirica in un processo vivaistico replicabile, sviluppò le tecniche di forzatura in serra e standardizzò l’utilizzo di composti per ottenere l’azzurramento.

In quei primi anni l’ortensia era considerata una pianta per interni probabilmente per gli insuccessi di adattamento delle piante forzate trasferite all’aperto, e questa impronta ha influenzato per decenni il giardinaggio inglese.

Catalogo Veitch

Nel suo catalogo del 1892 il vivaio offriva diverse varietà di ortensia indicata come pianta da serra e per la decorazione di interni.

Il prezzo di piccole piante, compreso tra 30 e 42 scellini la dozzina (circa 250 € attuali) la inseriva ancora nella categoria delle piante di pregio ma era ormai divenuta accessibile ad una vasta platea di acquirenti. 

Come accennato, Veitch si avvaleva della collaborazione di esploratori botanici (travellers) che inviava in ogni angolo del mondo per cercare, collezionare e introdurre nuove specie e la lista delle piante, fino ad allora sconosciute in Europa, ottenute in questo modo è impressionante: 1281 sono le nuove specie introdotte. ​​​​

Tra i travellers c’è Charles Maries che venne inviato in Giappone e Cina principalmente alla ricerca di semi di conifere locali.

Hortus Veitchii

Nel suo primo viaggio, tra il 1877 e il 1879, raccolse per il vivaio Veitch oltre 500 nuove specie vegetali e tra queste sono presenti la Hydrangea serrata ‘Rosea’ e l’Hydrangea macrophylla ‘Mariesii’ che verranno prontamente messe in produzione.

 

In Hortus Veitchii (di James Herbert Veitch 1906), il libro che celebra la dinastia dei vivaisti britannici con il resoconto delle spedizioni botaniche, dei travellers e la descrizione delle più notevoli introduzioni vegetali, l’autore scrive

 “he was fortunate to be able to introduce to this country: ... several new and distinct forms of Hydrangea rosea..”. 

                                      (“ebbe la fortuna di poter introdurre in questo paese: …                                          diverse forme nuove e distinte di Hydrangea rosea”) 

Il secolo si chiude con l'ortensia ormai stabilmente radicata negli orti botanici e nei vivai europei.

Le varietà introdotte da Siebold e Maries sono la materia prima già pronta per il grande salto del Novecento!