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Durante il XVIII secolo nessun botanico europeo era riuscito a sbarcare in Giappone ma , nell’ultimo quarto del secolo, l’impresa riuscì ad uno degli straordinari apostoli di Linneo: Carl Peter Thunberg.
Thunberg ( 1743-1828) nasce in Svezia e si laureò a Uppsala in Filosofia e Medicina. Allievo di Linneo, e in accordo col suo professore, proseguì gli studi di botanica a Leida e ad Amsterdam. Qui venne notato e apprezzato dai botanici Burman che lo invitarono a recarsi in Giappone con la VOC.
In quegli anni l’isolazionismo giapponese si era fatto meno severo per l’interesse verso l’erboristeria e la medicina occidentali ma c’era un problema: Thunberg non era olandese!
Per apparire credibile ad occhi giapponesi, nel 1771 partì per la colonia del Capo in modo da acquisire lingua e abitudini olandesi. Durante questo soggiorno compì numerose spedizioni che portarono alla catalogazione e scoperta di un’impressionante quantità di piante, circa 3000, un terzo delle quali sconosciute alla scienza.
Nel 1775 si imbarcò con destinazione Dejima dove rimase per circa 15 mesi.
Grazie al suo carattere aperto strinse amicizia con alcuni interpreti che gli fornirono esemplari di piante in cambio di nozioni mediche e scientifiche e ottenne anche il permesso, dal governatore del posto, di compiere alcune escursioni nei dintorni.
Nella primavera successiva il viaggio per rendere omaggio all’imperatore, di 1000 km fra andata e ritorno, fu un’occasione ghiotta per raccogliere esemplari e compiere ulteriori osservazioni.
La sua fama di medico erudito doveva essere giunta anche alla corte dello Shogun visto che, durante le settimane di permanenza, Thunberg incontrò il medico personale dell’imperatore e con lui ebbe uno scambio intensissimo di informazioni non solo mediche ma anche di carattere botanico.
Nell’autunno del 1776 lasciò il Giappone e dopo aver fatto tappa a Giava e nello Sri Lanka, giunse ad Amsterdam nel 1778.

Decise quindi di recarsi a Londra per incontrare Sir Joseph Banks, un’autorità nel campo della botanica inglese e non solo, così ebbe modo di visionare il materiale iconografico e gli erbari che Kaempfer aveva inviato un secolo prima e che al tempo erano stati acquistati dal collezionista, medico e botanico Sir Hans Sloan.
Il confronto fu cruciale per finalizzare la sua opera Flora Japonica (1784) e gli permise di verificare e integrare il lavoro del suo predecessore.
Nel 1779 si stabilì definitivamente a Uppsala dove fu nominato professore di medicina e scienze succedendo a Linneo il Giovane.

Thunberg nel suo soggiorno a Dejima raccolse e documentò diverse piante di ortensie giapponesi, descrisse scientificamente sia forme di H. macrophylla sia di H. serrata classificandole come Viburnum macrophyllum e V. serratum.
Il risultato di questi 7 anni di viaggi e ricerche furono una collezione di circa 28.000 piante essiccate conservate a tutt’oggi presso il Museo dell’Evoluzione dell’Università di Uppsala.
La pubblicazione Flora Japonica trattava 816 piante, diverse centinaia delle quali furono descritte per la prima volta all’interno del sistema di classificazione linneano.
Nel 1829, l’anno seguente la scomparsa di Thunberg, fu pubblicata una versione adattata del suo libro in giapponese, intitolata Taiseiō Meiso, che contribuì all’introduzione del sistema di classificazione linneiano nella biologia giapponese.
Fu Charles Louis l'Héritier de Brutelle che rivalutò le precedenti classificazioni difformi di Kaempfer e Thunberg nel suo lavoro Sertum Anglicum (1788).
Uniformemente alla classificazione linneiana, egli stabilì che le Ortensie di origine asiatica appartenevano al genere Hydrangea che Linneo aveva istituito (Species Plantarum, 1753) adottando la precedente definizione di J.F. Gronovius (1739) per la H.Arborescens, la prima forma di ortensia storicamente giunta in Europa dall'America nel 1736.